Benefici dell’Ecto Musica

drago ectomusica

E’ ormai risaputo che la musica può avere influssi positivi non solo nell’ambito del regno animale, ma anche in quello vegetale e, molto probabilmente, anche nel regno minerale. La natura intima della realtà che ci circonda è vibrazione; la fisica moderna ipotizza che le particelle che costituiscono il Tutto siano le note prodotte dalle vibrazioni di microscopiche corde e l’Universo sarebbe la musica che, con queste note, è stata composta (teoria delle stringhe). Il grande Pitagora parlava di “musica delle sfere”, cioè che i corpi celesti, con il loro moto nell’etere, producono suoni non udibili all’imperfetto orecchio umano. I suoni quindi ci circondano, anzi, potremmo dire che la vita stessa si è evoluta in una sorta di liquido amniotico sonoro.

I risultati positivi ottenuti poi dalla musica in campo medico, attraverso l’utilizzo di brani selezionati da vari repertori, sono ben documentati. La musicoterapia è una disciplina che si sta sempre più affermando, con diverse ramificazioni. Una di queste è la cosiddetta musicoterapia di terreno (Léon Bence – Max Méreaux) dove, nel programmare la musica per un determinato paziente, viene selezionato il compositore che meglio corrisponde alle caratteristiche caratteriali, costituzionali, diatetiche del paziente stesso! Tale principio di corrispondenza tra tipologie costituzionali (compositore-paziente), si basa sulla legge dell’omeopatia “I simili si curino con i simili” (Samuel Hahnemann 1755-1842). Questa metodologia afferma che <la musica creata da un autore sia “la sua terapia”, cioè un modo per esprimere se stesso, le sue contraddizioni, il suo umore, i suoi stati psicologici: una sorta di compensazione alle proprie mancanze attraverso la sublimazione delle sue sofferenze; e se la sua musica è terapeutica per se stesso, lo deve essere anche per i tipi umani a lui simili.>

Ed è qui che vorrei sottolineare l’aspetto che per me è più rilevante: la musica creata da un compositore è terapeutica per se stesso! E nell’Ecto Musica, chi partecipa diventa lui stesso compositore e crea l’evento sonoro insieme al musicista che suona fisicamente lo strumento. Infatti, il concetto fondamentale che caratterizza l’Ecto Musica è lo “stato di coscienza non ordinario” dell’operatore musicale che ha sviluppato la capacità di raggiungere lo stato di “estasi” (ex-stasis = uscire dal corpo inteso come dimensione fisicamente statica), come è illustrato nella Relazione. Questo permette di instaurare con chi ascolta un rapporto speciale, nel quale l’aspetto empatico viene esaltato alla massima potenza. Si crea quella che viene definita “sincronizzazione interpersonale”: le onde cerebrali dei partecipanti diventano “coerenti”, con punte vicine al 90% (vedendo su un grafico i vari tracciati elettroencefalografici, ci accorgiamo che le onde sono quasi identiche tra loro). La musica, totalmente improvvisata senza seguire alcuna melodia, armonia o ritmo predefinito, nasce così dalla profonda comunione fra chi suona e chi ascolta: in pratica l’ascoltatore contribuisce attivamente e in maniera tangibile al processo creativo in atto!

Dalle innumerevoli esperienze che ho avuto, a partire dal 1985, è emerso chiaramente che questo nuovo modo di fare musica ha una potenzialità terapeutica notevole. Chi partecipa all’esperienza viene messo in condizione di effettuare un “viaggio” all’interno di sé stesso e di accedere a nuove dimensioni spazio – temporali.

La durata del concerto è di circa 50 minuti. Alla fine, quando ognuno condivide le proprie sensazioni, l’elemento che accomuna tutti è l’aver provato come delle “vibrazioni” e la cosa interessante è che sono localizzate al livello dei chakra: alcuni le avvertono alla gola, altri al plesso solare, altri ancora alla sommità del capo. Qui si possono leggere alcuni racconti dei partecipanti.

Alla fine del viaggio si “riemerge” con una straordinaria sensazione di benessere, come aver fatto il pieno di energia. I suoni che creiamo, in questo stato di coscienza non ordinario, sono suoni di guarigione, per noi e per la noosfera.

 

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