Ecto Musica all’Amadeus Centre di Londra

Nel week-end dall’8 al 10 febbraio 2013 siamo stati a Londra per il workshop The Breath of Sound – Interactive Experiential Concert. Venerdì 8 siamo all’Amadeus Centre; il luogo è davvero molto bello e suggestivo; all’interno della sala, al piano superiore, si impone  con tutta la sua maestosità un organo a canne. “Chissà come sarebbe l’Ecto Musica suonata con l’organo da chiesa?” Penso tra me e me…

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Mi dirigo al pianoforte, l’accordatore non è ancora arrivato; sarà una bella impresa portarlo a 432 Hz, chissà quanto tempo gli ci vorrà…

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Ma appena comincia a lavorare, faccio presto a cambiare idea: è velocissimo, non ho mai visto niente del genere… in sole 2 ore porta il C7 da 440 a 432 Hz! L’accordatura mi sembra perfetta, speriamo che si mantenga fino a domani, giorno del seminario.

Sabato mattina, ore 10:00: l’accordatura non si è mossa, ottimo lavoro;  inizia il workshop, sono un po’ in apprensione: devo parlare in inglese…Le diapositive scorrono sullo schermo, i partecipanti seguono con attenzione.

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Ed ecco che arriviamo alla fase in cui accompagno ognuno di loro al pianoforte, per l’esperienza diretta della creazione di Ecto Musica.

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Alcuni non hanno mai toccato uno strumento musicale, prima d’ora, ma una volta sbloccata l’energia creativa sepolta nella profondità del loro essere, cominciano a improvvisare, provando stupore e divertimento…

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Nella fase successiva, i partecipanti si stendono a turno sopra il pianoforte, per l’esperienza del massaggio sonoro. Il C7 si presta molto bene, con i suoi 227 cm di lunghezza…

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Lorella però è così alta che ci sta precisa precisa 😀

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Tutti rimangono impressionati dalla potenza del massaggio! Le vibrazioni della tavola sono trasmesse direttamente al corpo e penetrano in profondità… bastano pochi minuti per sciogliere blocchi e tensioni accumulati da tempo.

E finalmente arriviamo al momento cruciale… apro il pianoforte sollevando la tavola (accipicchia quant’è pesante), sistemo le aste con i microfoni e do inizio alla preparazione preliminare: il Dhyangro (tamburo usato dagli Shamani Nepalesi) risuona nella sala. I partecipanti sono tutti sdraiati intorno al pianoforte, ben avvolti nelle loro coperte: è di fondamentale importanza mantenere una temperatura corporea adeguata, il freddo impedirebbe il raggiungimento del rilassamento profondo, necessario per ottenere la “sincronizzazione interpersonale” che permette la creazione della coscienza collettiva. Lentamente scendiamo in profondità e arriviamo nel luogo in cui tutti diventiamo UNO, le nostre coscienze si fondono, tra di loro e anche con le energie presenti… nel silenzio più totale mi siedo al pianoforte e mi sincronizzo con l’ambiente psico-fisico… il pianoforte sta per trasformarsi nella stampante sonora della nostra coscienza collettiva… l’energia è fortissima… inizio come al solito, occhi chiusi, tamburellando le dita sulla tastiera in maniera casuale… partono le prime note, bellissime… come lampi sonori… l’estasi cresce e presto ci travolgerà tutti… i fononi cominciano a trascrivere direttamente sul nostro DNA… il miracolo si sta di nuovo compiendo… grazie… grazie… grazie…

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Alla fine, quando l’ultima nota si spegne, un silenzio denso, abissale,  ci pervade…  non ci sono applausi… tutti rimaniamo immersi nel magma fluido, immobili, virtualmente paralizzati…  alcuni minuti ancora così, a godere di questi momenti magici. Ok, è ora di ritornare in superficie: comincio a tamburellare la campana tibetana e, molto  lentamente, ritorniamo allo stato di coscienza ordinario. La sensazione è quella di “rientrare” dopo aver viaggiato in altre dimensioni spazio-temporali…

Ed eccoci alla fase finale della condivisione dove, chi vuole, può confrontare la propria esperienza con quella degli altri. Sentiamo alcuni passaggi di Sabrina:

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E di Vanessa:

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 Anche per me è stata una bellissima esperienza. Ringrazio lo staff organizzativo, in particolar modo Vanessa e Lina, che hanno reso possibile tutto ciò. Pensiamo di riproporre l’evento prossimamente.