Ecto Musica

…improvvisare vuol dire creare musica “nuova”, creare composizioni in maniera drago ectomusicaistantanea seguendo due grandi direttive:

La Via Musicale e La Via Estatica.

La Via Musicale è tutto ciò che il musicista ha imparato nel corso della sua formazione: teoria, armonia, la pratica quotidiana con il proprio strumento, tutta la musica scritta e tramandata sugli spartiti ed anche la musica ascoltata sui dischi, dal vivo, ecc.; praticamente tutta la cultura musicale acquisita.

La Via Estatica, invece, è la capacità dell’improvvisatore di andare in “estasi” (ex-stasis = uscire dal corpo inteso come dimensione fisicamente statica), di entrare cioè in quel particolare “stato di coscienza non ordinario”, attraverso il quale è possibile instaurare uno straordinario contatto con il proprio strumento.

L‘Ecto Musica è il risultato dell’improvvisazione che segue solo la Via Estatica: il musicista, lo strumento e gli ascoltatori si “fondono”, quindi chi partecipa non è più un ascoltatore passivo, ma contribuisce alla creazione dell’evento sonoro in maniera attiva e determinante. Questo permette di suonare, in modo diretto e immediato, quello che si percepisce intuitivamente, senza dover attingere alla memoria cosciente: gli ascoltatori e l’improvvisatore stesso diventano spettatori di questo fenomeno e lasciano che la musica “accada” spontaneamente, attraverso di loro.
Con un’adeguata preparazione si ottiene un rilassamento profondo e si raggiunge quel luogo dove tutti siamo Uno. Il pianoforte diventa la stampante sonora della Coscienza collettiva e la musica che “viene fuori” (Ecto Musica) è creata contemporaneamente da tutti i partecipanti. Con l’accordatura a 432 Hz il pianoforte assume anche la funzione di porta dimensionale che ci permette di viaggiare nello spazio-tempo e di accedere a dimensioni nuove, inesplorate. I suoni che creiamo, in questo stato di coscienza non ordinario, sono suoni di guarigione, per noi e per la noosfera.